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Google compie venti anni e sono anche 20 le cose da sapere

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Google compie venti anni e sono anche 20 le cose da sapere

Sergey Brin e Larry Page, fondano Google Inc. il 4 settembre 1998. È il compleanno speciale dell’azienda. Breve storia del motore di ricerca che nel tempo ha cambiato la vita degli utenti forse più d’ogni altra digitale innovazione. Nel settembre del 1997, era stato già depositato l’indirizzo del motore di ricerca (Google.com). Vediamo i venti passi della sua storia.

I Fondatori di Google

Per la prima volta s’incontrano nel 1995 a Stanford Sergey Brin e Larry Page, i due entrambi 25enni (data di nascita 1973), ma con un background molto diverso. Il padre Larry è stato riconosciuto fra i pionieri negli Stati Uniti dell’informatica. Anche Gloria, la mamma, ha costruito un’ottima carriera universitaria nel campo della ricerca. Il padre di Sergey è un universitario professore di matematica e di una ricercatrice della Nasa. Il professore nasce a Mosca e arriva in America alla verde età di sei anni.

La nascita del nome Google

La affascinate progetto di Google prende il via a Stanford. L’obiettivo è la creazione di un algoritmo che consenta un orientamento in rete. L’iniziale nome del progetto è Backrub ed è presente soltanto sui server dell’università. Page e Brin scelgono poi il nome Google, da un’ispirazione “googol”, termine ideato da Edward Kasner (matematico) per rappresentare un numero seguito da 100 zeri. Non è sicuro il motivo del cambio del nome, forse una semplice scelta, qualcuno parla di errore di pronuncia quasi uguale.

Google e i fratelli

Dopo milioni di ricerche, oggi, i naviganti d’internet sanno perfettamente come si scrive Google, nonostante che il termine non è uno dei più immediati. Questo è uno dei motivi perché sono nati altri domini che sfruttano gli errori di scrittura. Da Gooogle, Googel a Gogle, all’apparenza insignificanti dettagli ma non lo sono. Visto l’enorme volume di traffico, anche piccoli errori di digitazione possono portare un flusso consistente di clic verso domini ingannevoli. Per questo motivo questi indirizzi sono stati acquistati da Google, reindirizzando gli utenti “sbadati” verso l’indirizzo esatto. In pratica: scrivendo www. gooogle.com si accede all’originale motore di ricerca.

La prima pagina

La grande forza del motore di ricerca è in modo probabile stata di andare controcorrente. Una prima pagina tutta bianca, con la scritta Google colorata di verde, giallo, rosso e blu, e la possibilità di inserire parole su una barra di ricerca. Anche la lista dei risultati ottenuti è in stile quasi spartano, tuttavia essenziale, oggi è normale, ma una piccola rivoluzione nella seconda metà degli anni ’90. Quel periodo è l’era dei portali, che cercavano di mettere alla rinfusa contenuti pubblicitari e banner nella stessa pagina.

Il primo a finanziare Google

Come il numero con cento zeri di Google (lunghissimo), anche il nome del fondatore è chilometrico: Andreas Maria Maximilian Freiherr con Mauchenheim Genannt Bechtolsheim, tuttavia il fondatore di Sun Microsystems è più conosciuto con il nome più corto Andy Bechtolsheim. Questo tedesco imprenditore trasferitosi nella Silicon Valley sposa immediatamente l’idea dei due fondatori di Google e nel 1998, ancora prima della fondazione dell’azienda, li supporta con una somma importante di ben 100mila dollari.

Excite e Yahoo rifiutano

Se il primo finanziatore era lungimirante, alcune aziende non hanno capito il progetto della vita (scelta pagata in modo molto salato). Page e Brin, fra il novantotto e il novantanove, propongono il prezioso algoritmo a due importanti portali del periodo. Sia Yahoo sia Excite non accettano di acquistare Google per 1 milioni di dollari, consideravano il prezzo troppo eccessivo in mercato molto competitivo.

Oggi l’holding figlia di Big G “Alphabet” vale oltre 850 miliardi di dollari. Yahoo è stato venduto a Verizon nel 2016 per meno di cinque, mentre Excite è un brand lontano dai suoi fasti.

Google parte da un garage come ufficio

Google ha inizio in un garage, come esige l’epica della Silicon Valley. Brin e Page, al momento della fondazione, tramite la disponibilità di un’amica (non proprio un dettaglio della fortuna storia) lavorano in una stanza di Menlo Park. Solo nel 1999 (febbraio) la nuova società si trasferisce a Palo Alto, in pratica il primo ufficio, per poi traslocare a nella sede attuale (nello stesso anno) a Mountain View.

Il successo di Susan Wojcicki

L’amica del garage ha il nome di Susan Wojcicki, fra le prime persone assunte da Google (16esima dipendente). Susan ne scala la gerarchia e non lascerà mai la società. Oggi la vecchia amica è Ceo di Youtube, ha un personale patrimonio di circa 480 milioni di dollari, la sesta donna al mondo più influente (secondo Forbes). Non è il legame unico fra la famiglia Wojcicki e Google, infatti, Anne, la sorella, oggi è a capo della azienda biotecnologica 23andMe, ed è stata sposata dal 2007 al 2015 a Sergey Brin.

Doodle e la storia

Le animazioni e le grafiche, in altre parole i doodle, con cui Google celebra le ricorrenze giornaliere. Nel 1998 il primo, in pratica uno stilizzato omino che rappresenta il simbolo del Burng Man Festival (deserto del Nevada). E’ una specie del cartello “Torno Subito”: Page e Brin vogliono comunicare in modo semplice che non saranno in ufficio ma a divertirsi.

I fondatori, nel 2000, chiedono a Dennis Hwang (in quel tempo stagista), di creare un doodle per ricordare la presa della Bastiglia. I progetti, dal quel tempo, diventano sempre più complicati e quindi difficili. Giochi, disegni, dei veri animati cortometraggi, non a caso oggi uno staff molto specializzato chiamato “Doodler”, formato da illustratori e ingegneri opera esclusivamente alla creazione di doodle.

Primo Aprile di Gmail

La grande svolta nel 2000. Le ricerche diventano disponibili in ben dieci lingue, e nel 2001 anche possibilità di ricercare immagini, con database che è già composto da circa 250 milioni di contenuti. L’azienda, nel 2004, per svelare Gmail, sceglie una data molto singolare “1 aprile”, ma non è uno scherzo di pesce d’aprile. A seguire nel 2005 è il turno di Google Earth e Maps. Google non è più considerato solo un motore di ricerca e partito da poco.

Android e la sua ascesa

L’acquisizione della società sono molte. Spesso queste acquisizioni sono società piccoline, inglobate in Google per catturare i talenti migliori e le più innovative idee. Fra queste acquisizioni c’è Android (agosto 2005), a Google sono necessari “solo” 50 milioni di dollari per l’acquisizione. Android grazie al grande patrimonio di Google svilupperà un OS (sistema operativo), che ancora oggi leader del mercato. Il commerciale esordio del famoso robottino avviene nel 2008 (agosto). In soli due anni (anche meno) Android supera iOS. La società del robottino, oggi ha l’88% dei dispositivi mobile.

Youtube e Google

Altro grande affare è l’acquisizione per 1,65 miliardi di dollari nel 2006 di Youtube, una somma enorme per quel periodo. Considerando gli attuali prezzi e in modo particolare il fatturato generato da Youtube, si capisce il grande affare di Google. La famosa piattaforma video è seconda in classifica per traffico a livello mondiale, alle spalle, manco a dirlo, di Google.com. Morgan Stanley stima Youtube circa 160 miliardi di dollari, più dell’IBM.

Chrome la rincorsa

Il browser di Google è Chrome e come le altre acquisizioni ha conquistato il mercato nonostante una partenza ritardata. L’esordio di Chrome avviene nel 2008 (settembre), in pratica dopo tredici anni dell0avvento di IE (Internet Explorer). Oggi la quota di mercato di Chrome è maggiore del 65%.

Motorola un mezzo flop

Non mancano i successi, ma anche dei mezzi flop. Google acquisisce Motorola, nel 2011 (agosto). L’Acquisizione maggiore della storia di Google. La divisione mobile nel 2014 è venduta per meno di tre miliardi di dollari a Lenovo, tuttavia non è una perdita secca come può apparire dai numeri. Infatti, Google aveva già venduto altre divisioni e spostato l’attenzione verso i brevetti di Motorola. L’obiettivo della società di Mountain View era di diventare un produttore che abbinasse Android (software) e Motorola (telefoni fatti in casa). Google, oggi, ha i suoi smartphone (Pixel), con le acquisizioni di una parte di Htc per rafforzarli, senza avere l’ambizione di diventare la nuova Apple, ma con lo scopo di allargare e consolidare quello dei servizi offerti dalla società.

Borsa e Google

La società approda nel 2004 in borsa (agosto). Ricordiamo che solo cinque anni prima i suoi uffici erano un garage. 23 Miliardi di dollari è il valore del suo esordio. Un titolo ha un costo di 85 dollari, oggi arriva oltre quota 1230. L’azienda ha una capitalizzazione di oltre 850 miliardi di dollari, alle spalle di Apple e Amazon, un terzo posto in classifica in lotta con Microsoft.

Da Google ad Alphabet

Google nel 2015 cambia struttura, le attività in gestione sono tante e troppe. Con il compito di controllare e gestire i tanti rami dell’azienda nasce l’Holding Alphabet, con i proventi di Google e Android che rimane al centro del gruppo. Con l’avvento della Holding cambia la struttura di Google. I fondatori rimangono in cima, infatti, sono amministratore delegato di Alphabet e presidente ma Sundar Pichai è il Ceo di Google. Pichai è nato nel 1972 in India, anch’egli si è laureato a Stanford, entra nell’azienda nel 2004, ha visionato personalmente le acquisizioni e i successi di Gmail, Chrome e Andoid come capo prodotto.

I fondatori e la loro ricchezza

Page e Brin sono fra i primi dieci degli uomini più ricchi al mondo (nono e decimo). Il patrimonio di Page è di circa sessanta miliardi di dollari e Brin 54,5, nessuna azienda o gruppo ha due personaggi della top ten (fonte Forbes).

Ue e le multe

Il potere della società è diventato talmente elevato da minare la concorrenza. Questo l’ha dichiarato L’UE nel 2017 e nel 2018. La prima sanzione è legata alle ricerche di ben 2,4 miliardi di euro. Google ha penalizzato gli altri motori di ricerca favorendo i link a pagamento. In pratica, ha avvantaggiato risultati che spingono il business dell’azienda. La sanzione a luglio la sanzione è di 4,34 miliardi di euro e questa volta causa la dominante posizione di Android. La società ha usato illeciti metodi per costringere i produttori a usare il suo OS.

Trasparenza e privacy

Il grande potere di Google da il via a una serie di situazioni legati alla privacy e alla libertà degli utenti. Le accuse dell’ultimo momento: l’Associated Press ha evidenziato che Google continua a tracciare i movimenti dei naviganti anche quando non è consentito (esplicito rifiuto dell’utente). Per evitare la tracciabilità non è sufficiente disattivare la cronologia delle posizioni, ma è necessario entrare della sessione privacy e cercare “Attività App e Web”. Non un facile percorso che spesso scoraggia gli utenti, non sufficientemente informati.

Google, secondo Bloomberg, avrebbe stretto un segreto accordo con MasterCard, tramite i movimenti delle carte e dei movimenti online anche nei punti vendita. Il presidente americano ha accusato Google di penalizzare i favorevoli contenuti ai repubblicani. Un’accusa ancora infondata, che tuttavia ha riacceso il dibattito su una trasparenza scarsa dell’algoritmo e il grande rischio di far crescere preconcetti dei tanti utenti.